SINOSSI
In un mondo dominato dagli uomini, Camille Claudel emerge come un’artista di talento straordinario. Fin da bambina modella la terra con le mani, scoprendo nella scultura una vocazione assoluta. Amante e musa di Auguste Rodin, porta avanti il proprio lavoro in un sistema profondamente maschilista, che riduce il suo genio a un riflesso di quello del maestro.
Camille lotta con ostinazione per affermare la propria indipendenza artistica, ma la sua libertà viene punita: la famiglia la fa internare in manicomio, dove abbandona per sempre la scultura. Nei trent’anni successivi continuerà però a scrivere centinaia di lettere rimaste senza risposta.
La Donna di Pietra racconta la storia di una donna travolta da sacrifici, soprusi e isolamento, ma capace di lasciare al mondo un’opera di straordinaria forza e bellezza.
NOTE DI REGIA
Uno spazio vuoto, uno sgabello da scultura e una luce fredda che isola Camille in una bolla d’immobilità. Solo gli occhi si muovono: inquieti, vigili, attraversati da una memoria che riaffiora nel corpo attraverso tic e gesti involontari. Sonorità disturbanti e frammentate accompagnano la scena, traducendo la sua coscienza ferita, fino al silenzio improvviso da cui emergono le prime parole:
“Io, Camille Claudel, sono qui stasera per raccontare la mia verità.”
Da quel momento Camille ricostruisce la propria storia: quella di una scultrice costretta a lottare contro un sistema maschilista e contro l’annullamento della propria identità artistica. La luce, attraversata da forti chiaroscuri, rende visibili le ombre della sua coscienza mentre il racconto procede tra parola e memoria fisica. Nei momenti in cui il corpo torna a ricordare, Camille scolpisce l’aria e ritrova, per un istante, il movimento e la vita.
RECENSIONI
Lei è Veronica Rivolta ed è bravissima. […] L’attrice scolpisce l’aria con le mani, ed ogni colpo è un tonfo al cuore per chi la guarda. Intensa nella mimica così come nella narrazione, Veronica è davvero Camille, la fatica di trovare posto nel mondo maschilista dell’arte (la prassi prevedeva che i discepoli del maestro dovessero occuparsi solo di alcune parti delle opere), la follia per un amore in cui si è giocata tutto, non ricambiato fino in fondo. Veronica davanti ai nostri occhi ritrae la storia di ognuna di noi, la storia di chi ha creduto in un uomo. […] Lo spettacolo ha debuttato il 7 marzo. Andate a vederlo, è in scena fino al 17 marzo.
Leggi la recensione integrale su Classtravel.it
[…] è un uomo a scriverne, Federico Malvaldi. Il suo testo La Donna di Pietra, prodotto da Remuda Teatro e diretto dallo stesso Malvaldi insieme a Sara Younes, è un’opera di poesia che fonda l’azione nell’uso sapiente della metafora. Le immagini minuziose di cui si serve comunicano la straziante umanità del personaggio. L’indagine restituisce i fatti con fedeltà. È una scrittura colta, documentata, capace di far dialogare il dato storico con un sentimento vivo, pulsante.
Leggi la recensione integrale su Accreditati.it
[…] Uno spettacolo costruito sulla bravissima Veronica Rivolta, che porta in scena il suo personaggio esprimendone pienamente la grande forza d’animo, che nonostante tutto quello che ha dovuto passare ancora non si è spezzata; lei non si è adeguata al posto in cui l’hanno rinchiusa, lotta per la speranza di andarsene via e tornare alla vecchia vita di sempre. L’attrice riesce per tutta la durata del monologo a incanalare le emozioni di Camille in ogni parola, in ogni sguardo, in ogni tremolio del corpo, non c’è nulla lasciato al caso ed è così convincente che si perde la cognizione di tempo e spazio. Si viene catapultati in un passato lontano, messi a conoscenza della storia di una donna a cui è stato tolto tutto per il semplice gusto di farlo, per annichilirla, perché era più brava, più ambiziosa, più reale di tanti uomini mediocri dell’epoca.
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